
Nella XXI Domenica del Tempo Ordinario padre Placido ha concentrato la propria omelia sul brano del Vangelo di Giovanni proposto dalla liturgia (Gv 6,60-69), conclusione del grande discorso di Gesù la cui lettura, nella Messa, era iniziata alcune domeniche prima. In particolare la riflessione ha fatto perno sulla grande domanda di Gesù: «Volete andarvene anche voi?» (Gv 6,67), per scoprire che ciò che sta a cuore a Dio è la nostra libertà. Ecco le parole pronunciate dal parroco:
“In questa domenica si conclude la lettura del capitolo sesto del Vangelo di Giovanni, il grande discorso pronunciato da Gesù nella grande sinagoga di Cafarnao. In quel luogo così austero Gesù fa il discorso sul pane, che discende dal cielo e che solo, se lo si mangia, dona la vita eterna.
Al termine di questo discorso, però, i discepoli reagiscono in maniera tremenda: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?» (Gv 6,60) e addirittura, dice l’evangelista Giovanni, «da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui» (Gv 6,66). Davanti a questa obiezione però Gesù non fa marcia indietro, non dice: se è così cambio, restate, per carità! No, Gesù non fa così. Invece si volta verso i Dodici e dice: «Volete andarvene anche voi?» (Gv 6,67).
Ecco, facciamoci anche noi questa domanda. Non c’è cammino di fede serio che non si ponga questo interrogativo: volete andarvene anche voi? Alle volte ci pare che con Dio non ci capiamo più, che parliamo due linguaggi diversi: può esserci una crisi profonda, o altre volte sono solo sciocchezze, magari si litiga col prete o con qualcuno che collabora in chiesa. È proprio allora che la domanda deve colpirci al cuore: vuoi andartene anche tu?
Mi diceva un religioso che a un certo punto del suo cammino pensava di dover lasciare e si è sentito porre da dentro proprio questa domanda; il Signore gli diceva: vuoi andartene anche tu? Ma Gesù aggiungeva anche: tutto quello che hai lasciato per seguirmi te lo restituirò cento volte tanto; però se non ce la fai più puoi andartene, io sono sempre qui. In effetti Gesù quando ci fa questa domanda non è arrabbiato; solo che Gesù ci conosce e ce lo chiede perché sa che forse abbiamo bisogno di staccare un po’, o magari semplicemente non abbiamo più voglia.
Sarebbe bello che sentissimo questa libertà, sarebbe bello che sentissimo che siamo qui perché il Padre ci chiama, e non perché dobbiamo o perché si è sempre fatto così. Ieri, insieme ad alcuni sacerdoti, eravamo a pranzo con il Vescovo e a un certo punto ragionavamo di queste cose: la gente se ne va, dicevamo, dopo la chiusura delle chiese a causa del Covid molti non sono più tornati, ma anche a prescindere dal Covid tante persone non vengono più in chiesa, o magari restano, sì, ma per finta: ci sono ad esempio coppie che portano un bambino al Battesimo e poi non vanno a Messa o magari non sono nemmeno sposate in chiesa.
La gente se ne va, e se andava anche davanti a Gesù dopo che predicava, ma il Maestro non ha cambiato il suo approccio di fede perché le persone andavano via: la verità è una, e la verità è lo stesso Cristo. Non che qualcuno di noi la possieda, sia chiaro. Piuttosto il Cristo ha chiesto a tutti di cercare di aderire a lui con onestà e con impegno, pur con i mille limiti e le mille difficoltà. Ed è qui che arriva la domanda: ma tu vuoi restare o vuoi andare? Ormai è chiaro che sempre di più la fede sarà una scelta: sempre ieri, ad esempio, qualcuno si chiedeva perché dobbiamo spingere i bambini a partecipare alla catechesi se poi le famiglie non partecipano alla Messa.
E allora che facciamo? Lasciamo tutti al proprio destino? Una settimana fa ero al capezzale di un moribondo e gli ho offerto l’olio degli infermi; lui mi ha detto: padre, io non sono mai stato praticante in tutta la vita, ma non sono neppure un rifiutante: se Lei mi offre questo io lo accetto. Quest’uomo è tornato alla vita poche ore prima di lasciarla e da lì si è incamminato incontro al Signore.
Amici cari, Gesù ci chiede: vuoi restare? Se resti, però, resta con gioia e con pazienza verso i tuoi limiti e le tue difficoltà. È davanti a questa libertà che Pietro dà la risposta definitiva, che accogliamo anche come nostra risposta: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna» (Gv 6,68)”.