“Dobbiamo lasciarci prendere di più dal Vangelo!”

Nel rito del Lucernario, che ha preceduto e aperto la processione per le vie di Cloz con la statua della Madonna Assunta, co-patrona del paese, padre Placido ha voluto riassumere il percorso del Triduo che ha portato proprio a questo rito e ha anche accennato alla coscrizione di quest’anno, con un solo coscritto, a cui però si è aggiunto alla fine un coetaneo di oltreoceano. Un cammino, in fondo, che è quello di ogni fedele che voglia nutrire davvero la propria fede. Ecco le parole del parroco:

“Ogni volta la Madre ci riserva un dono, una speranza, una presenza. Questa coscrizione è iniziata con un coscritto solo, che si è accollato tutto l’impegno. Anche san Francesco iniziò da solo e questo gli pesava. Ma Dio gli mandò frate Bernardo, un nobile che lo invitò a cena. In quella cena Francesco non mangiò nulla, ma si trattenne a dormire. Durante la notte san Francesco si alzò per pregare, pensando che il nobile Bernardo dormisse. Ma Bernardo era sveglio e lo vide pregare così intensamente che il giorno dopo lasciò tutto e lo seguì. E così è avvenuto anche in questa coscrizione, con l’aggiunta di un coscritto inaspettato, da lontano.

In questi giorni abbiamo meditato il dono della Madre, l’abbiamo contemplata poi arca santa che dona il Cristo e siamo arrivati a noi, che dobbiamo essere arca del Signore e portare la Sua Parola. Ma possiamo farlo proprio perché Maria sempre ci visita.

Oggi aggiungiamo le nozze di Cana: Cristo è venuto a portare una fede che dev’essere per noi vino abbondante, buono, inebriante. C’era bisogno di portare a fine pranzo tanto vino? Bisognava proprio ubriacarli tutti? Sì, perché un vino annacquato non è vino, serve un vino che dia l’ebbrezza dello Spirito, dobbiamo lasciarci prendere di più dal Vangelo, lasciarci inebriare! L’abbiamo detto: la fede non può essere una minestrina riscaldata! Ecco allora perché proprio quel miracolo: il Cristo ci avverte che la nostra religione sta diventando acqua, ma proprio da quest’acqua bisogna estrarre il vino buono, inebriante.

‘Finito il vino, finito è la gioia’ è un detto ebraico che si ripeteva proprio ai matrimoni. E la Madre si accorge che è finita la gioia e dice parole da ricordare sempre: ‘Fate quello che Gesù vi dirà’. Questo ricordiamo prima di andare in cerca di altre rivelazioni, perché è da qui nasce che la gioia delle nozze eterne!

È un impegno grande, ma lo sappiamo: non troveremo l’ebbrezza dello Spirito fuori da quest’impegno!“.