“La Quaresima è un tempo in cui Dio ci parla con più attenzione”

Il Mercoledì delle Ceneri è l’inizio della Quaresima; ma cos’è la Quaresima? Padre Placido ha spiegato che è un cammino e iniziarlo nel segno delle ceneri dà il senso di questo camminare; ecco le parole del parroco:
“Siamo qui in molti oggi per iniziare insieme il tempo santo della Quaresima. Come possiamo immaginarlo? La Quaresima è un tempo in cui Dio ci parla con più attenzione, ci dà delle indicazioni chiare per il nostro cammino; le domeniche quaresimali segneranno proprio un percorso da compiere e questo servirà a fare sì che –  come dice il profeta Gioele – si sappia chi è il nostro Dio: ‘Perché mai guardando il tuo popolo si dovrebbe dire: dov’è il loro Dio?’. Il cammino quaresimale ci aiuta a dire: il Signore è il mio Dio. Perché anche se so che ho bisogno in questo mondo di cose per vivere, nessuna di queste cose ha il potere di prenderti totalmente il cuore: il Signore Dio è Dio e tutto il resto deve servire per il suo servizio.
Abbiamo sentito nella seconda lettura le belle espressioni di Paolo: noi siamo collaboratori di Dio. Nel nostro mondo, che in questo momento in particolare mostra di perdere la bussola, in questo mondo dove vediamo cose che non ci saremmo mai aspettati, Paolo viene a dirci: cerchiamo di vivere con un senso di pace, con un senso di giustizia, non facendo del male, perché noi siamo collaboratori di Dio, portiamo al mondo il lieto annuncio di una vita altra, l’annuncio che una vita altra è possibile, è possibile che in un mondo che ha risorse per tutti si possa essere in pace con gli altri e avere tutti il necessario. Questo nostro mondo è capace di reggere le necessità di tutti, ma non tollera l’egoismo e l’avidità, fosse anche solo di pochi.
La Quaresima serve proprio a ritrovare la strada, lo slancio.  E allora è bellissimo anche il Vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato: come dovremmo ringraziare Gesù, il quale ci ha detto che Dio non lo si trova nelle grandi opere, nelle grandi manifestazioni; Gesù non ci ha chiesto di essere appariscenti, ma di essere custodi del segreto. Se non c’è una dimensione segreta dentro di me che io custodisco, il Padre non può vedere nulla, perché lui vede nel segreto. E cos’è questo segreto? È la divina presenza nel nostro cuore, è il nostro sé profondo, che sa vivere aldilà dell’egoismo, un sé unificato e non frammentato; e proprio nel nostro sé semplice e puro Dio vive e tutto ciò che compiamo di bene lo compiamo da qui, dal segreto; e non ha importanza che gli altri sappiano, perché ciò che conta è che Dio vede e di questo noi siamo convinti e felici.
Ci disponiamo a ricevere il segno delle ceneri: gli olivi benedetti nell’ultima Domenica delle Palme vengono bruciati e questa cenere viene messa sul nostro capo. La cenere sembra morta, eppure può dare vita, perché diventa concime per le piante; allora questa cenere sembra dire: se muori a te stesso vivrai in Dio, se riesci a morire al peccato riuscirai a vivere nel bene, se riesci a morire al tuo egoismo sarai una persona generosa. La cenere è un segno di morte, ma che dà la vita; mortificare gli egoismi sembra causa di morte, ma in realtà è raggiungimento della vita vera. Allora ci mettiamo in silenzio: abbiamo tanti motivi per pregare, ricordiamo in questo gesto il Papa e la sua salute; ricordiamo i grandi temi che gli stanno a cuore, la pace e la giustizia; pensiamo ai nostri ammalati e ai nostri anziani; pensiamo alle nostre famiglie e ai nostri piccoli; non manchi una preghiera per nessuno: allarghiamo il cuore e ci disponiamo di ricevere le sacre ceneri”.