“Il vero cristiano briciola per briciola cerca la presenza del pane vivo!”

L’omelia di padre Placido nella XIX Domenica del Tempo Ordinario ha continuato nel solco della riflessione sul pane, sul quale la liturgia invita a soffermarsi da qualche domenica. Qui in particolare il parroco ha ripreso il discorso sulla manna, rileggendolo alla luce dell’episodio presentato dalla prima lettura (1Re 19,4-8), nella quale il profeta Elia si ferma stanco della vita e viene nutrito da un angelo mandato da Dio, e dalle parole di Gesù nel Vangelo (Gv 6,41-51), nel quale il Maestro, dopo aver già affermato di essere il pane disceso dal cielo, dice: ‘Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato’ e ancora: ‘Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno’. Ecco il testo dell’omelia:

“Sta scritto nei profeti che tutti saranno istruiti da Dio. Se lo vogliamo questa è la Parola che ci istruisce, questo è il momento in cui il Padre ci indica la via, perché, dice il Maestro, nessuno può andare a Lui se il Padre non lo attira. Allora noi siamo qui perché qualcuno ci ha chiamati, qualcuno ha deciso di istruirci. Vediamo quindi di fare insieme questo percorso: il Maestro ci sta insegnando la via, la grande preziosa quotidiana via del pane.

L’insegnamento primo infatti riguarda la figura della manna: non Mosè vi ha dato la manna, ma Dio vi ha dato il cibo, ed è un cibo che va raccolto giorno dopo giorno, briciola dopo briciola: questo alimento soltanto se raccolto quotidianamente riesce a sfamare chi ha fame. Il vero cristiano briciola per briciola cerca la presenza del pane vivo, del Signore Gesù, della sua Parola.

Non è tempo di adunanze oceaniche, non è tempo della Chiesa che pensava di poter trionfare qui. La Chiesa trionfante è quella che sta già in Cielo. Qui c’è la Chiesa militante, che ogni giorno deve imparare. Ogni giorno dobbiamo cercare le briciole della presenza di Cristo. Il Vangelo apocrifo di Tommaso dice: ‘Solleva una pietra e sotto trovi me, spezza un ramo e dentro ci sono io’. A chi ha uno sguardo cristico i segni del Cristo sono evidenti e ogni giorno nella quotidianità trova il segno della sua presenza: sono segni piccoli e umili, come la manna, che messi insieme ce lo mostrano in mezzo a noi.

Elia, stanco delle proprie esagerazioni e i propri peccati e le proprie presunzioni, si ferma, e vorrebbe morire. I nostri errori ci portano a non voler più camminare. Ma ecco l’angelo del Signore, che gli porge pane e acqua, prima di tutto per la salute fisica. Il Creato ci dà tutto ciò che necessario per vivere e, facendosi segno della presenza di Dio, nutre anche il corpo spirituale.

Noi conosciamo bene questo dono: un santo diceva che se gli angeli potessero invidiarci qualcosa ci invidierebbero che possiamo fare la Comunione. La Santissima Eucaristia è il pane di chi cammina, non il biscottino per i bambini buoni! Una comunità che pensa che questo pane sia solo per bambini e anziani non ha capito niente! Questo è il pane di chi fa fatica! Allora non ha davvero senso sentirsi arrivati, mormorare contro chi non c’è, contro chi è lontano: quante cose Satana ci mette nel cuore per anestetizzarci! Quante distrazioni e quante scuse! Cristo dice: non mormorate! state zitti! Ce li abbiamo dentro questi che mormorano!

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno: questo è l’insegnamento del Cristo. E in questa vita spirituale entriamo attraverso il corpo materiale, che è benedetto.

È qui, insomma, che possiamo iniziare un percorso spirituale: i gesti buoni che facciamo, la carità, l’accarezzare una persona anziana, il salutarci con gioia… questo è tutto cammino spirituale. Attraverso il pane materiale otteniamo la vita eterna, attraverso la materialità del nostro corpo camminiamo spiritualmente.

Ma attenzione: il pane di ieri è già indurito, è già ammuffito! È il pane di oggi che ti serve! Chiediamo al Signore Gesù di essere tutti affamati di questo pane e di sentire la fragrante presenza di Dio!”