
Nella Prima Domenica di Quaresima il Vangelo presenta Gesù tentato per quaranta giorni; e proprio sulle tentazioni si è concentrato padre Placido nell’omelia, a partire da quelle di Gesù fino alle nostre; ecco le parole del parroco:
“Ecco questo tempo di Quaresima, dal latino ‘quadraginta’, quaranta giorni, numero sacro per gli ebrei, numero che indica tutta una generazione, un tempo importante. È come se nella Quaresima fosse riassunta tutta un’esistenza: come vivi la Quaresima, così vivrai la tua vita.
Gesù ci ha dato questo esempio venendo ‘guidato dallo Spirito nel deserto’ o, per meglio tradurre dall’originale greco, ‘gettato dallo Spirito nel deserto’. Quindi non fu un caso, non una situazione fortuita: le tentazioni non vengono a caso, le tentazioni vengono quando siamo guidati dallo Spirito. Infatti chi ha rinunciato allo Spirito non vede più le tentazioni, tutto gli sembra normalissimo, persino le cose più tremende diventano normali. Qualche volta le vediamo queste persone che riescono a fare ogni sorta di male e sembrano pure tranquilli e dormono sereni di notte, mentre magari noi, per un piccolo problema, perdiamo il sonno. Bisogna essere guidati dallo Spirito per affrontare le tentazioni, altrimenti hai già perso. In greco ‘tentare’ si dice ‘peiràzo’, verbo da cui deriva il nostro ‘perito’, cioè ‘quello che è diventato esperto’. La tentazione fa sì che tu possa diventare esperto, se non cedi alla tentazione diventi esperto.
Allora questo esempio di Gesù è importantissimo: Gesù non ha fatto finta di essere tentato. Noi diciamo nella fede che è vero uomo e vero Dio ed è parte della condizione umana essere tentati. Gesù ci mostra in cosa, ci mostra questa lotta, questo confronto serrato a colpi di Sacra Scrittura. La Sacra Scrittura può essere usata da Satana. Ogni tanto qualcuno di questi iperviolenti pseudopadroni del mondo citano la Scrittura e la citano sempre la loro favore, per giustificare il male che fanno; e anche Satana usa la Scrittura. Non basta avere sulla bocca le parole di Dio; bisogna cercare di avere il cuore di Dio. Quando il Buddha stabilì il duplice sentiero della perfezione, come primo passo mise la retta comprensione: se non capisci bene rischi di fare disastri e quante volte il Cristo spiega e insiste e alla fine dice: non avete capito niente! Dobbiamo porci seriamente questa domanda: ho capito bene? In nome di Dio si fa tutto e il contrario di tutto: quante volte abbiamo usato il nome di Dio per fare cose abominevoli! Dietro le guerre di oggi c’è sempre qualcuno che dice che Dio è dalla sua parte!
Satana usa la Parola per tentare il Cristo; perché allora ci meravigliamo che tenti anche noi? Nemmeno di fronte al Cristo ha avuto timore di recedere. Tanti anni fa andai nel deserto delle tentazioni, deserto di pietre più che di sabbia, e portai a casa una pietra che sembrava proprio un pezzo di pane: dopo quaranta giorni che non mangi quello ti dice: ‘Di’ che questa pietra diventi pane’; e il Cristo risponde: ‘Non di solo pane vivrà l’uomo’. Il Cristo ci insegna che, a Satana che ti prende in giro citando la Parola di Dio, tu devi rispondere avendo nel cuore una Parola vera e semplice da contrapporre. Proponi la Parola vera e rettamente interpretata. È il cuore che fa la differenza: se non hai il cuore buono anche la Parola di Dio diventa pericolosa. Basta vedere ancora quel che avviene poi nell’episodio evangelico: Satana dice: ‘Ti darò tutti i regni della terra e tutto questo potere, perché sono stati dati a me e li do a chi voglio io’… la prossima volta che guardiamo qualcuno di questi grandi della terra, proviamo a chiederci come mai è lì quel potente, chi gli ha dato il regno: forse proprio Satana, perché il potere è sempre spaventosamente diabolico; a meno che non sia il potere spirituale che Dio ti mette nel cuore per compiere rettamente il cammino.
Ancora una volta è il cuore che fa la differenza. E così il Cristo resistette ad ogni tipo di tentazione. Nel deserto che è la vita andiamo accompagnati dallo Spirito Santo e abbiamo con noi il Cristo, che ha già vinto ogni tentazione: se non siamo capaci da soli appoggiamoci a lui. In te, Signore, noi vinceremo le tentazioni, perché tu l’hai fatto già per noi! Iniziamo così questa Quaresima, con tanta fiducia; e non spaventiamoci se dobbiamo attraversare delle prove e delle tentazioni, perché stiamo camminando con lo Spirito sui passi di Gesù“.