
“Ecco il mio diletto in cui mi compiaccio, ecco il figlio in cui ho posto il mio compiacimento: secoli di profezia e in particolare la voce di Isaia che squarcia le tenebre e rivela una luce, il Signore ha promesso che si farà presente. E nel Battesimo la voce dall’alto conferma la parola del profeta: questo è il figlio in cui mi compiaccio. Sarebbe quasi obbligatorio riconoscerlo: è lui che stavamo aspettando.
La logica dell’Incarnazione è tutta in discesa: il dono di Dio scende dall’alto e oggi noi comprendiamo fino a che punto scende questo dono: i geologi ci dicono infatti che il luogo nel quale è stato battezzato Gesù è probabilmente il luogo più basso della terra, oltre 400 metri sotto il livello del mare. Allora non lo sapevano, ma il Figlio di Dio, in tutto questo nostro pianeta, sceglie il posto più basso, come dire che Dio non smette mai di abbassarsi, di venirti incontro, di starti vicino, anzi quasi di starti sotto, perché possa sostenerti. Ecco come si compie questo Tempo di Natale e questo compimento deve darci un’indicazione chiara a entrare in questa logica di umiltà di Dio. Diceva Francesco ai suoi frati: quando egli si abbassa sull’altare, guardate, frati, l’umiltà di Dio; e il suo compagno, il beato Egidio, diceva: ho capito che la via per andare in su è quella di andare in giù. È un amore discendente, nel senso che l’amore trova sempre il modo di scendere, di farsi servizio, di sostenere, non si sente umiliato per il fatto di scendere, anzi sente in questo il compiacimento di Dio, l’aiuto da una mano che sostiene.
Questo mondo fa le guerre per poter andare in su, ci sono ego impazziti che non guardano in faccia niente e nessuno e si prendono quello che vogliono, perché vogliono sovrastare e imporsi. Dio propone ancora l’amore discendente del suo Figlio come un modello: lì può nascere un’umanità rinnovata, un’umanità che sia riconoscente per il dono di questo abbassamento. Ringraziamo Dio che si è abbassato e poi impariamo da Lui questa via semplice. Perché, affinché questo non sembri solo un effetto ottico, Dio si abbassa proprio lì dove Giovanni stava praticando un Battesimo di conversione per il perdono dei peccati e nell’acqua del Giordano, in modo figurato, stavano tutti i peccati dell’umanità; è proprio lì che il Cristo va ad abbassarsi, perché lui non si vergogna di noi. ‘Questo è il figlio mio amato’ sono parole che Dio dice guardando ognuno di noi.
Certo dobbiamo entrare in questa logica: anche noi alle volte sperimentiamo la nostra miseria, l’abbassamento della nostra vita, del nostro percorso. E dobbiamo sentire che Dio ci è vicino, anche nei momenti più faticosi, e piano piano invochiamo questa forza che ci solleva: il Cristo si immerge nella nostra miseria e da lì ci solleva per aprirci i cieli. Torniamo al nostro Battesimo come un seme messo in terra buona: il Cristo mostra che il seme germoglia quando si apre alla luce dall’alto e allora abbiamo bisogno di sentire questa attrazione verso il bene, la verità, la luce. A un mondo che si nasconde, un mondo che camuffa la verità, che la contraddice, che vive nella menzogna, diamo l’indicazione semplice di un’umanità che sa abbassarsi e poi elevarsi verso l’alto attratta dalla voce celeste: tu sei mio figlio, io mi compiaccio di te.













