“Non cercare la causa, ma il fine”

La Quarta Domenica di Quaresima è detta ‘Laetare’: i paramenti si fanno rosa e già si pregusta la Risurrezione che arriverà dopo la Passione. Anche per questo il Vangelo è quello del cieco nato: ma cosa dice a noi oggi questa brano evangelico? Come sempre padre Placido l’ha riportato alla nostra vita e al nostro tempo; ecco le parole del parroco:

“Cerchiamo di rendere questo episodio descritto nel Vangelo di Giovanni una forza attuale, vivente, che possa darci qualcosa, che possa riempirci della divina energia che emerge da questo stesso brano; cerchiamo di fare un breve percorso.

Anzitutto siamo chiamati a una presa di consapevolezza. Samuele, nella prima lettura, dice: certo davanti al Signore sta il suo consacrato; e noi stiamo adesso qui davanti al Signore e qui stanno i genitori che porteranno i loro bambini al Battesimo, i quali verranno a consacrarli davanti al Signore. Ma in quella stessa lettura si avverte: non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura, perché io l’ho scartato in quanto non guardo quello che guarda l’uomo: l’uomo guarda l’apparenza, ma il Signore guarda il cuore. Allora è vero che stiamo davanti a Dio, ma il Signore non vede gli abiti sacri, le nostre apparenze, le nostre forme: il Signore guarda il cuore. E com’è questo cuore, quale cuore portiamo davanti a Dio? Come abbiamo bisogno di recuperare uno sguardo che non si fermi alle apparenze, ma vada al cuore delle persone e delle cose e di ciò che sta accadendo nel mondo! Abbiamo bisogno di una lettura fatta nella verità, non nella propaganda menzognera che continuano a propinarci attraverso i mezzi di comunicazione, per cui non c’è problema se muoiono bambini a migliaia, ma se alla pompa di benzina sale il prezzo allora sì che le guerre sono tremende… capite che c’è bisogno di una conversione del cuore, che c’è bisogno che questo mondo si fermi? Signore, cambia i nostri cuori!

Paolo nella seconda lettura dice: voi siete tenebra, ma potete diventare luce nel Signore. Il cuore ottenebrato e tenebroso può diventare luminoso: ecco il dono di questa celebrazione. Ed ecco allora anche l’episodio del Vangelo: Gesù passò e vide un cieco; e subito gli pongono la domanda: chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli sia così? Gesù risponde: fatela finita! Ogni volta che c’è una disgrazia per noi è sempre colpa di Dio che l’ha mandata: quando vediamo qualcuno che ha delle difficoltà siamo sempre tentati di pensare che abbia qualche colpa. Ieri vedevo la foto di una donna sulle macerie a Beirut, una donna vestita di nero, con il velo, e mi dicevo: la guarderemo e diremo che è ovvio che stia tra le macerie, perché è musulmana… ma potrebbe essere una delle nostre Clarisse, che sono ugualmente vestite di nero e col velo nero! Cosa cambia? È una donna! Smettila di guardare le apparenze! Guarda il cuore! È giusto che stia tra le macerie? No! Che sia musulmana o ebrea o cristiana o una monaca, semplicemente non è giusto!

Il Maestro invece presenta un passaggio delicato: nessuno ha peccato, ma il cieco è così perché si compiano in lui le meraviglie del Signore, la potenza di Dio. Smettiamola di andare a cercare cause che spesso non troviamo e così poi uno si dà addosso chiedendosi perché succeda questo o quello e lamentandosi che gli capita chissà cosa… invece cerca di capire il perché non causale, ma finale; non cercare la causa, ma il fine. Perché ho tutti questi limiti? Perché devi lasciar fare a Dio: lascia fare al Signore! Volevi forse che ti facesse perfetto? Poveri noi! Confrontati con il tuo limite ogni giorno e in ogni istante invoca l’aiuto di Dio: sei così miserabile perché tu possa consapevolmente chiedere aiuto a Dio. Perché mi succede questo? Perché tu possa avere fiducia in Dio. Ci sono fatti della vita che non riusciamo a spiegarci e non è giusto che passiamo tutta la vita a chiederci dove abbiamo peccato o come sarebbe andata se avessimo fatto quello anziché quell’altro: lascia stare, perché così ti ammazzi. Chiediti solo, in un barlume di luce che viene dall’alto: ma questo che è accaduto può aiutarmi a evolvere, a capire qualcosa in più? Questo ci può davvero aiutare a trovare una via positiva anche nei momenti di maggior fatica: penso ai lutti e alle malattie e a questa fragilità che abbiamo. Il Signore vuole liberarci.

Capite bene che qui ci sono dei passaggi che sono psichici prima ancora che spirituali: questa Parola scioglie le tensioni e prima ancora di essere spirituale è profondamente umana, qualunque sia la tua fede o qualunque sia il tuo ateismo: sei ateo? Non importa, perché questo vale anche per te, perché di sicuro da qualche parte hai il desiderio di diventare pienamente umano. Ecco allora il Maestro che fa del fango con la saliva: ma Gesù, non potevi fare un gesto più sacro? Ma dove la vediamo noi lo sacralità? Sono forse sacri questi paramenti? Il Signore usa la saliva perché la saliva è legata al potere della parola: quando hai la bocca secca la prima cosa che succede è che non riesci a parlare, non vengono le parole; e la saliva è messa da Gesù insieme alla terra di cui siamo fatti, perché ‘Adam’ è tratto da ‘adamah’, dalla terra. Il potere della parola si unisce alla tua terra; ma non basta: Gesù la cosparge sugli occhi del cieco… ma come si può pensare che uno, che già è cieco, possa vederci meglio se gli si coprono pure gli occhi di fango? La via spirituale alle volte è contraddittoria: a volte devi fare delle cose che sembrano andare nel segno contrario all’obiettivo; vuoi stare bene? Devi soffrire un po’ di male; vuoi essere ricco? Comincia a lasciare tutto. E poi immergiti nella dimensione del Cristo; entra nella piscina di Siloe, cioè la piscina dell’inviato, che è Gesù stesso; entra nel mistero, lavati e uscirai che ci vedrai.

E oggi questa è la piscina di Siloe: ricordatelo a quelli che dicono che si può essere cristiani anche senza andare a Messa, a quelli che se vengono meno i preti dicono che non è mica un problema e anzi avremo comunità senza Messe e saremo tutti spirituali e illuminati… auguri! Qui è Siloe! E non perché ci sono io, ma perché qui c’è il mistero del Cristo! Quando noi ci comunichiamo non è che lui entra nella nostra dimensione: noi entriamo nella dimensione del Cristo! Ed è tutta un’altra cosa! Entra nella grazia della piscina di Siloe, immergiti ed esci rinato. Quando facevano il Battesimo per immersione immergevano tutto il corpo e poi lo tiravano fuori ed ecco un uomo nuovo, ecco una donna nuova. Che forza questa Parola di oggi! Entriamo anche noi in questo dono e adesso ci fermiamo un attimo, esattamente lì dove siamo, nella nostra fede o nella nostra incredulità, e il Cristo ci raggiungerà per aiutarci a dire: io credo, Signore!”.