“Cristo trionfa nelle mie notti”

Nella Veglia Pasquale le luci della chiesa si accendono a poco a poco, arrivando a illuminarla tutta solo al canto del Gloria; da questo simbolismo della liturgia padre Placido ha preso spunto per la sua omelia. Ecco le parole del parroco:
“C’è stato qualcosa di molto simbolico e significativo nell’essere stati accolti questa sera in questa chiesa quasi buia, perché da quel buio, piano piano, attraverso il canto e la lode, attraverso l’accensione del cero, piano piano abbiamo cominciato a sentirci a casa, c’era più luce; ma è stato solo al canto del Gloria che tutto si è illuminato di una luce bella, per quanto possono essere belle le luci di questo mondo, che mostrano sì i colori, ma non hanno il potere di mostrare l’essenza delle cose, quell’essenza della quale splende il Cristo risorto.
C’è qualcosa di fortemente simbolico nel vegliare insieme in questa notte, perché stiamo attraversando una notte del mondo e noi credenti dobbiamo esserne consapevoli. I grandi di questa terra mentono, raccontano quello che vogliono; ma a noi il Maestro ha insegnato: ‘La verità vi farà liberi’. E allora in questa notte rinasciamo come persone libere, capaci di cogliere i segni dei tempi e di cogliere in questo tempo il segno di un egoismo, di una violenza, di una superbia diabolica che sembra aver attanagliato il mondo intero. Questa è la notte in cui vegliare e pregare, ma senza lasciarci atterrire: com’era buia questa chiesa entrando! Eppure a mano a mano, pregando insieme, vegliando e cantando, è arrivata la luce; e così dobbiamo credere che in questa notte del mondo il nostro canto, la nostra danza, la nostra fede riotterranno la luce.
E non solo per la notte del mondo: sono tutte le nostre notti che dobbiamo mettere insieme in questa notte, tutto il buio che è anche nel nostro cuore e nella nostra mente, tutte quelle cose che non riusciamo a spiegarci, tutti quegli interrogativi rimasti sospesi, tutte le nostre rabbie perché le cose non vanno come dovrebbero: questa è la notte che vede trionfare la luce del Signore risorto. Cristo trionfa nelle mie notti, Cristo scende al profondo del mio buio per accendervi una luce che a poco a poco diradi le tenebre e mi faccia sentire nuovamente a casa. È questo nostro il tempio che dobbiamo rischiarare e dove, con l’aiuto del Risorto, dobbiamo sentirci a casa.
Allora grazie per aver vegliato, grazie per questa vostra preghiera: il mondo ha bisogno di donne e uomini desti, svegli. Non lasciamoci intontire da questi pifferai che chiedono cose che poi non rispettano, che dicono tutto e il contrario di tutto, che appaiono quasi infantili nella loro arroganza. Togliamoci le scaglie dagli occhi: noi un uomo libero l’abbiamo incontrato ed è il Signore Gesù! Noi un uomo glorioso lo abbiamo amato ed è il Signore Gesù! Noi un re che sa regnare veramente lo abbiamo onorato ed il Signore Gesù! E questa notte il Signore Gesù è risorto e ci apre una dimensione nuova, in cui se vogliamo, piano piano, tutto ci appare chiaro. E se restano punti oscuri, immergiamoli nella luce del Risorto, senza pretese; alle volte la mente vorrebbe chiarire, determinare spiegare, ma questa è la notte in cui muoiono tutti i ragionamenti umani. E la morte è la morte, non si discute; ma nella prospettiva divina la morte è stata morte perché potessimo rinascere.
Allora buona Pasqua, sorelle e fratelli! Come diceva san Francesco, buon passaggio dalla mentalità di questo mondo, che vede nella morte solo una pietra tombale, al cuore di Dio, che sa far nascere la vita anche dalle nostre morti. Affidiamoci alla luce del Cielo che ci dona il Signore risorto e schiariamo con la nostra fede e la nostra preghiera tutte le nostre notti. Buona Pasqua, sorelle e fratelli cristiani!”.