“Emmaus è ogni volta che celebriamo la Messa”

Nella Terza Domenica di Pasqua si è celebrata la Messa con le famiglie di catechesi e padre Placido si è fatto aiutare dai bambini per costruire l’omelia a commento del brano di Vangelo sui discepoli di Emmaus; ecco la riflessione che ne è nata:
Che cosa è successo a Emmaus? Prima di tutto dobbiamo dire che non sappiamo bene dove sia Emmaus: gli archeologi non riescono a trovarlo, anche se il Vangelo dice che è a undici chilometri da Gerusalemme… allora forse il Vangelo vuole dirci che Emmaus non è un luogo geograficamente identificato… e ci arriveremo.
Quei due discepoli parlano insieme; Gesù si accosta a loro e chiede di cosa parlino: parlavano di lui. Ma la cosa sorprendente è che stavano raccontando di Gesù, però erano tristi… non capita forse anche ai cristiani, anche a noi, di parlare di Gesù e però di essere tristi nel farlo? Questo è molto strano e in effetti a quei due discepoli erano tristi perché Gesù era morto e non credevano ancora che fosse risorto: se avessero creduto che Gesù era vivo sarebbero stati felici. Ma allora anche noi, se crediamo che Gesù è risorto, cioè vivo, dobbiamo essere felici! Noi cristiani non sempre siamo felici, ma dovremmo esserlo pensando che Gesù è risorto.
Però, proprio mentre quei due discepoli sono tristi, succede che Gesù comincia a camminare con loro. Ma loro non lo riconoscono. E perché non hanno riconosciuto Gesù in quell’uomo? Perché non avevano ancora la fede nella Risurrezione di Gesù: solo quando abbiamo fede siamo felici. Ogni tanto i cristiani pensano di poter essere felici così, senza far nulla; mentre invece dobbiamo esercitarci nella virtù della felicità, perché noi stessi siamo responsabili della nostra felicità. Quando hai la fede che ti dà la felicità, allora riconosci che Gesù è risorto.
Quand’è però che i due discepoli di Emmaus scoprono finalmente che quello con cui parlavano era Gesù? ‘Lo riconobbero nello spezzare il pane’. E noi il pane lo spezziamo a ogni Messa e quindi a ogni Messa riconosciamo che Gesù è risorto! Pensiamoci un momento: i due discepoli incontrano Gesù e gli raccontano che erano tristi e noi sempre all’inizio della Messa chiediamo perdono dei nostri peccati, delle nostre tristezze e anche oggi abbiamo detto a Gesù che siamo tristi perché ancora non abbiamo fede. Poi Gesù spiega le Scritture ai due discepoli di Emmaus e noi a ogni Messa leggiamo le Scritture. E infine Gesù spezza il pane, cosa che tra poco faremo anche noi nell’Eucarestia.
Emmaus non si sa dove sia geograficamente, perché Emmaus è ogni volta che celebriamo la Messa: in ogni Messa parliamo con Gesù e gli diciamo che ci dispiace dei nostri peccati e ne siamo tristi; poi egli ci spiega le Scritture e infine spezza il pane e lì lo riconosciamo. È tutto qui e forse dobbiamo cominciare a farci spiegare il Vangelo dai bambini e allora lo capiremo!”.