
Nella Sesta Domenica di Pasqua il Vangelo di Giovanni riporta alcune parole di Gesù dalle quali padre Placido ha voluto partire per la sua omelia, sottolineando in particolare un’affermazione del Cristo: ‘Se uno mi ama osserverà i miei comandamenti’; cosa significa questo? Ecco le parole del parroco:
“Stiamo facendo il cammino della Pasqua, siamo in cammino verso la pienezza dello Spirito Santo: prima Gesù sale al cielo e poi ecco l’effusione della Pentecoste.
E in questo cammino oggi il Maestro ci riporta al centro di una grande verità del suo insegnamento: egli ci ha esortati ad amare di un amore profondo, un amore sottolineato dalle sue parole; ricordate la domanda a Pietro: mi ami? Lì il Vangelo usa il verbo ‘agapào’, che è il verbo di un amore profondo, totale; ricordate che Pietro rispose: ti voglio bene. Come facciamo fatica a dire ‘ti amo’ anche al Signore, al massimo gli vogliamo bene. Ma oggi Gesù, dopo averci insegnato ad amare, dopo averci detto ‘amatevi gli uni gli altri’, ‘amate i vostri nemici’, perdonate, fate del bene, oggi il Maestro ci centra su di lui: ‘Chi mi ama osserverà la mia parola e i miei comandamenti’. Abbiamo sentito bene: se uno mi ama allora osserva i miei comandamenti, allora ce la fa a vivere il comandamento ‘amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi’.
Non possiamo avere l’amore del Cristo se non grazie a lui, non possiamo amare il Cristo se non attraverso il Cristo stesso che vive in noi, amando quindi non una figura storica, Gesù di Nazareth, ma il Cristo; perché è certo che c’è stato Gesù di Nazareth, è un dato storico, un dato di fatto, ma credi che egli è il consacrato del Padre? Quel Cristo è eterno, vive da sempre e vive anche adesso nel tuo cuore. Amare il Cristo che è in noi: questo dice il comandamento del Vangelo di oggi. Se mi ami allora riesci ad ascoltare e a vivere la mia Parola.
Allora oggi vogliamo sentire questa sosta come la conferma del cammino in questo mondo. In questo mondo, dice il Cristo, non si conosce lo Spirito d’amore, ‘il mondo non conosce lo Spirito d’amore, perché non ha conosciuto me’; ma il mondo non può neanche riceverlo, perché siccome non lo vede non ci crede, il mondo viaggia con altre logiche e quando la religione va con il mondo diventa tutta apparenza e potere e vanità. Questo è il mondo. Invece l’amore dello Spirito di verità è un amore nascosto, misterioso, che fissa appuntamenti con la vita alle volte anche dolorosi; ed è qui che il Signore dice: non vi lascerò orfani, io sono con voi. E Pietro dice che questo deve diventare una testimonianza: ‘pronti a rendere conto della speranza che è in noi’; attenzione: non dobbiamo rendere conto delle verità della fede, perciò lascia stare e piuttosto chiediti: chi ti incontra vede in te una persona comunque abitata dalla speranza, dall’idea che c’è ancora qualcosa da fare, che c’è ancora una possibilità? E più la vita ci ha messo alla prova più la nostra testimonianza è un distillato di fede che non può essere troppo abbondante: poche gocce di speranza che nascono alle volte da un mare di sofferenza. Questa è la fede più preziosa che converte il mondo. Sei pronto a rendere ragione di questa speranza che è in te?
Pietro dice che il Signore, il Cristo, vive nei nostri cuori, allora il cammino di Pasqua oggi chiede una sosta che riporti lo sguardo dentro di noi, dove abita lo Spirito della verità, quello Spirito che, Gesù dice, è il Paraclito, cioè il consolatore; è come se il Maestro dicesse: lo so che avete bisogno di consolazione, è l’amore la forza che guarisce il mondo, è l’amore la forza più trasformante e trascinante dell’universo. Se ci fermiamo con lo Spirito d’amore che vive in noi allora il Cristo diventa oggetto di questo sguardo di amore: se mi ami ce la farai, se mi ami ce la farai!
Confortiamoci in questa dolce promessa, così importante in questi tempi di confusione, e teniamo fisso lo sguardo su Gesù, il Cristo, autore e perfezionatore della nostra fede e soprattutto di quella forma meravigliosa di fede che è la speranza cristiana. Il Signore ci confermi in questo cammino e ci doni questa sua santa consolazione”.













