
Nel Vangelo della Diciasettesima Domenica del Tempo Ordinario Gesù offre varie parabole per descrivere il regno dei cieli; il parroco nella sua omelia le ha lette alla luce delle altre letture della Messa. Ecco le parole di padre Placido:
“È con il tema della preghiera che si apre il dono della Parola che oggi ci è stata offerta. Una Parola che può cambiare il nostro cuore, il nostro atteggiamento verso la vita.
Salomone, ancora in giovane età, viene interpellato: chiedi ciò che vuoi che io ti conceda. Anche noi, di fronte all’infinita ricchezza di Dio, siamo qui con le nostre miserie, con la nostra povertà; e il Signore ci chiede: che cosa desideri? Com’è difficile unificare il cuore sulla via del bene. E questo perché non desideriamo il vero bene. Salomone individua questo bene in un cuore docile che sappia rendere giustizia e sappia distinguere il bene dal male. Noi ci diciamo tutti discepoli del Cristo, ma senza docilità dov’è questo discepolato? A chi stiamo andando dietro? Cuore docile è il cuore che sente il fascino del Maestro e lo segue ovunque egli vada, anche quando i passaggi non sono semplici.
La preghiera di Salomone viene esaudita: dal momento che non hai chiesto ricchezza e vittoria e potere, ti sarà dato tutto e uno come te non ci fu prima di te né ci sarà dopo… com’è importante leggere l’Antico Testamento alla luce del Nuovo, com’è importante ricordare che il Cristo non abolisce, bensì dà compimento e spiega l’Antico Testamento: Salomone infatti si perderà alla fine della vita con decine di concubine e brucerà incensi a falsi dei e il Maestro dirà: il più piccolo del regno dei cieli è più grande di tutto ciò che lo ha preceduto e ben più di Salomone c’è qui. Così quella preghiera, che per Salomone si è realizzata solo per poco tempo, pronunciata dal Cristo diventa un destino eterno, perché noi sappiamo, come ci ha detto San Paolo, che quanti sono stati chiamati sono stati da sempre conosciuti da Dio e chiamati e predestinati e poi giustificati e anche glorificati.
Non dobbiamo temere: alla base della nostra chiamata non c’è la nostra buona volontà. Di cosa ti vanti se hai ricevuto tutto dal Cristo? Alla base di tutto c’è l’amore di Dio per noi e questo amore ci accompagna. Certo bisogna rispondere, certo bisogna lasciarsi amare, certo bisogna seguirlo, certo bisogna accettare che la gloria passi attraverso la croce: lì si misura il cuore del discepolo. Ma almeno nel desiderio cerca di essere discepolo anche nei momenti faticosi.
E infine ecco la bellissima Parola di Gesù, ecco finalmente la pienezza della rivelazione: a cosa ci serve un cuore saggio se poi non ci è dato di comprendere che cosa deve abbracciare questa saggezza? Essa deve abbracciare il Verbo santo di Dio, il quale oggi ci parla della preziosità del regno dei cieli. Il regno dei cieli non è quello che verrà, è quello che stiamo preparando qui: si lavora oggi per il regno dei cieli, qui si prega per il regno dei cieli e dovremmo farlo con un atteggiamento di gioia. Infatti, se sei convinto che Dio sia questa meraviglia, perché hai il volto triste? Se sei convinto che c’è un tesoro lì, perché non sei disposto a vendere almeno qualcosa?
Dio non deve venire alla fine, solo dopo che hai fatto tutti i tuoi affari, quando non hai più nient’altro da fare, quando ti ricordi e solo allora arriva Dio: questo non è aver venduto tutto, è non aver venduto niente! Dio è un tesoro prezioso e la gioia è un segno: cosa abbiamo fatto di questo segno evangelico? Cosa facciamo davanti alla perla preziosa? Alla fine dei tempi verranno gli angeli e apriranno questa rete che raccoglie tutta l’umanità: come vorremmo in quel momento esserci ricordati dei santi angeli, che vanno invocati e pregati e benedetti! I santi angeli sempre ci assistono, ma proprio perché ci hanno assistito in questa vita l’ultimo giorno avranno il diritto di dire: con tutti gli aiuti che ti ho dato, così poco hai corrisposto alla Parola di Dio?
Preghiamo con tanta fiducia perché in quel giorno gli angeli santi ci riconoscano, anche se dovessero dire: tu sei quel disgraziato che ne ha combinate di tutti i colori, ma hai sempre confidato nell’amore di Dio, perciò entra anche tu. Fidiamoci di Dio, dubitiamo delle nostre certezze e fidiamoci di Dio. In questo mondo che crede solo nelle proprie certezze, in questi tempi drammatici, cerchiamo di pregare, di stare uniti al bene, di chiedere un cuore saggio. Tutti i potenti della terra, a differenza del re Salomone, sembrano solo chiedere potere e denaro e non gli importa niente degli altri e sono disposti a schiacciare anche l’umanità pur di elevarsi in questa falsa credenza che Satana sta indicando loro: stiamo attenti! Chiediamo un cuore umile e gli angeli santi ci guidino e viviamo questa Messa come un rendimento di grazie all’infinita bontà di Dio”.













