
Domenica 25 ottobre 2026, XXX del Tempo Ordinario, padre Placido ha celebrato per la prima volta la Messa prima a Tregiovo e poi a Romallo, diventando parroco di queste due comunità, che nel contempo si sono così ufficialmente unite all’Unità Pastorale ‘Divina Misericordia’.
Ai saluti dei comitati parrocchiali di Tregiovo e Romallo e del vice-sindaco e del sindaco di Novella, il parroco ha risposto dicendo di essere contento di entrare nelle due nuove comunità: “Il Signore è con noi e abbiamo bisogno di sentirlo vicino e poche cose come la Messa ci aiutano a sentirlo così vicino”. Ai comitati che hanno detto di essersi sentiti subito accolti nell’Unità Pastorale negli incontri preparatori avuti nei mesi scorsi, il parroco ha detto: “Sono anche contento che vi siate sentiti a vostra volta accolti nell’Unità Pastorale, come anche io mi sento accolto da voi: avete accettato di iniziare questo percorso e viverlo insieme e, se il Signore ci fa fare un passaggio, ci dà anche la forza per sostenerlo“. In effetti, ha ricordato il parroco, è stato proprio anche per l’impegno dei comitati che queste Messe si sono potute celebrare: hanno voluto incontrare il Vescovo e farsi confermare da lui che il loro impegno perché in ogni parrocchia possa continuare a essere celebrata la Messa, anche se necessariamente non tutte le domeniche, è un impegno giusto, anche contro altre opinioni che vorrebbero invece che tutto si concentrasse in una sola chiesa.
Prima di tutto ciò, però, il primo pensiero di padre Placido è stato per don Mario Ferrari, che per tanti anni è stato parroco di Romallo e Tregiovo e che ora si è ritirato per il meritato riposo: padre Placido ha riferito di aver detto a don Mario che, compatibilmente con la sua salute, se e quando vorrà potrà tornare a celebrare la Messa e l’ha ringraziato: “Ringrazio don Mario; e a voi dico: stategli vicino, perché più si va avanti con gli anni più c’è bisogno di qualcuno che ci sta vicino e, quando un parroco lascia una parrocchia, deve continuare a sentire l’affetto e la vicinanza e il calore dei fedeli”.
Il ringraziamento di padre Placido è stato infine a tutta l’Unità Pastorale: tantissimi fedeli di Cagnò, Revò, Cloz e Brez erano presenti alla Messa sia a Tregiovo sia a Romallo e i comitati parrocchiali di queste quattro parrocchie hanno voluto partecipare anche proprio per dare il segno dell’unità, così come avvenuto alla sera della stessa domenica 25 ottobre, quando a Revò il parroco ha presieduto un’Adorazione Eucaristica per pregare per l’inizio della nuova tappa del cammino dell’Unità Pastorale. E ogni inizio, ha detto padre Placido, è guidato da Dio: “Chiediamo la grazia al Signore di farci cominciare bene insieme, perché ogni nuovo inizio porta con sé una grazia“.
Pubblichiamo di seguito le due omelie tenute da padre Placido, l’una a Tregiovo e l’altra a Romallo; di seguito il testo dei saluti che il comitato parrocchiale di Tregiovo e quello di Romallo hanno rivolto al nuovo parroco all’inizio delle Messe nei rispettivi paesi.
Anche qui rinnoviamo la gioia di accogliere le nuove parrocchie: benvenute nell’Unità Pastorale ‘Divina Misericordia’ alle comunità di Tregiovo e Romallo!
“Quando arriva un nuovo parroco e comincia a parlare ci si chiede sempre: chissà se farà prediche lunghe… però chi mi conosce sa che non le faccio troppo lunghe in genere e comunque le parole le prendiamo da Gesù.
Sono poche parole quelle di Gesù, a indicare l’essenzialità e quasi, così sembra, a rispondere alla nostra domanda di oggi: perché iniziamo questo cammino insieme? La Parola di Dio è molto semplice e ci dà una spiegazione. Oggi la prima lettura dice: non fare del male allo straniero, non trattare male il diverso. La comunità cristiana deve dare il segno dell’amore. Diceva quel santo con Gesù bambino in braccio la cui statua sta lì dietro l’altare, Sant’Antonio: cari fratelli, non smette mai di pregare chi non smette mai di fare il bene. La preghiera senza fare il bene non serve a niente, mentre il bene fatto da chi non sa che potrebbe pregare sarà comunque il suo biglietto da visita davanti a Dio; infatti, dovendo sbagliare, meglio non pregare e fare il bene invece che fare grandi preghiere e non fare il bene.
Su questa linea, nel Vangelo, a Gesù viene posta una domanda insidiosa: qual è il comandamento più grande? Ai tempi di Gesù erano stati codificati 613 precetti e così i dieci comandamenti erano diventati praticamente tutti quei 613 precetti e i dottori della legge dicevano che erano tutti ugualmente importanti e guai a trasgredirne anche uno solo. Allora la domanda posta a Gesù è un inganno, perché, qualsiasi risposta Gesù avesse dato, i dottori l’avrebbero accusato di considerare gli altri inutili. Ma Gesù fa una sintesi meravigliosa: ama il Signore e ama il prossimo come te stesso. Dobbiamo imparare a volerci bene: sapete qual è l’amore che più viene disatteso oggi? L’amore autentico verso se stessi. Bisogna volersi bene in Dio, capire che siamo qui, ognuno con i suoi limiti, per diventare la migliore versione di noi stessi che sia possibile.
Amare Dio e amare il prossimo. Tanto che alla fine Gesù, che ci vuole bene, arriverà a dire nel Vangelo di Giovanni: questo è il mio comandamento, che vi ha amiate gli uni gli altri come io vi ho amati. Seicentotredici precetti diventano uno e questo è il comandamento che dobbiamo annunciare anche come comunità cristiana. E, se il Signore ce ne darà modo, ce la faremo.
Cominciamo oggi a voler bene pregando bene nella Messa, che è un grande atto di amore, e pregando bene per tutti quanti hanno bisogno di preghiera: questo mondo ha un estremo bisogno di preghiera. Adesso affidiamo a Dio tutte le nostre intenzioni e rinnoviamo in lui la nostra fede”.
“Cos’è la parrocchia? La parrocchia è l’edificio che sta tra le case, tra la gente. E l’essere tra le case ci parla di una fede semplice, quotidiana, che sa essere vicina alla nostra vita, sa tenere conto delle fragilità delle persone, sa essere attenta ai bisogni concreti di chi fa più fatica o di chi magari, invecchiando, ha perso vigoria.Carissimo Don Ferdinando, ovvero padre Placido
a nome di tutta la comunità parrocchiale di Tregiovo, Le rivolgiamo il nostro più caloroso e sincero benvenuto.
Accogliamo la Sua nomina con grande gioia e profonda gratitudine verso il Signore e verso il nostro Vescovo, che l’ha scelta per guidare i nostri passi. Sappiamo che ogni cambiamento porta con sé trepidazione, ma siamo pronti ad aprire le porte del nostro cuore e della nostra comunità al nuovo cammino assieme all’Unità Pastorale ‘Divina Misericordia’.
La nostra parrocchia non è una realtà grande: siamo un piccolo gregge più o meno di 130 anime, ma unito e ricco di storie, di famiglie, di giovani, di anziani. Siamo consapevoli che il Suo arrivo è un dono enorme e Le offriamo sin da ora la nostra piena disponibilità e collaborazione. Sappiamo quanto sia impegnativo il compito del pastore oggi, ma Le assicuriamo che non sarà solo: cammineremo insieme, condividendo fatiche e speranze.
Preghiamo il Signore affinché Le doni salute, sapienza e serenità per questo nuovo inizio. Affidiamo il suo cammino in mezzo a noi all’intercessione dei nostri patroni San Maurizio e compagni.
Ringraziamo inoltre i componenti dei comitati delle parrocchie dell’Unità Pastorale ‘Divina Misericordia’ per la loro presenza e vicinanza e per essere stati così disponibili nei nostri confronti.
Benvenuto Padre Placido e un buon cammino a tutti noi! Che il Signore ci benedica e ci ricolmi di ogni grazia!
La comunità parrocchiale di Tregiovo
Carissimo Padre Placido,
a nome di tutta la comunità parrocchiale di San Vitale di Romallo Le rivolgiamo il nostro più caloroso e affettuoso benvenuto!
La accogliamo oggi con il cuore colmo di gioia, di gratitudine e di sincera trepidazione per l’inizio di questo nuovo capitolo della nostra storia. Sappiamo che ogni cambiamento porta con sé il mistero del disegno di Dio e noi siamo pronti a riconoscere nella Sua persona il pastore che il Signore ha scelto per guidarci in questo preciso momento storico.
Il suo ingresso coincide con un passaggio fondamentale e stimolante: la nascita e il cammino della nostra nuova Unità Pastorale. Siamo consapevoli che questa svolta ci chiama a superare i confini del particolare per imparare a camminare insieme alle parrocchie sorelle che compongono questa realtà per noi nuova. È una sfida ecclesiale che richiede lungimiranza, corresponsabilità e il coraggio di guardare al futuro con occhi nuovi. Con la Sua guida, siamo certi che questa transizione non sarà vissuta come un impoverimento delle nostre specifiche tradizioni, ma come una preziosa opportunità di comunione e di arricchimento reciproco.
La nostra è una parrocchia ricca di volti, di talenti e di storie: ci sono le famiglie, i giovani che cercano punti di riferimento, gli anziani e i malati che custodiscono la memoria e la fede della nostra terra e i tanti volontari che spendono il proprio tempo nelle diverse attività pastorali e caritative. Ognuno di noi, con i propri limiti e le proprie ricchezze, desidera mettersi a Sua completa disposizione.
Non Le promettiamo una comunità perfetta, ma Le assicuriamo la nostra leale collaborazione, il nostro affetto e, soprattutto, la nostra costante preghiera. Le chiediamo di camminare con noi, di ascoltarci, di guidarci con la pazienza del pastore e la vicinanza del padre.
Ringraziamo il nostro Arcivescovo per averLa inviata tra noi e ringraziamo Lei, Padre Placido, per aver accettato con fede e generosità questo incarico.
Carissimi membri del comitati parrocchiali dell’Unità Pastorale ‘Divina Misericordia’, desideriamo ringraziare anche voi per il sentimento di fraternità dimostrato nella splendida accoglienza che ci avete riservato: fin dal primo momento abbiamo percepito il calore, la generosità e lo spirito di comunione che animano il vostro servizio.
Sèntiti a casa fin da subito, padre Placido: da oggi questa è la tua famiglia. Che il Signore benedica il tuo ministero in mezzo a noi e che la Vergine Maria ti accompagni e ti protegga in ogni passo di questo nuovo cammino.
Il Consiglio Pastorale, il Coro e la comunità parrocchiale tutta













