
Tra il 31 dicembre 2022 e il 1° gennaio 2023 padre Placido, tornato al servizio dopo l’influenza che l’aveva colpito a Natale e l’aveva costretto a casa, ha celebrato le Messe della solennità di Maria Madre di Dio e ha ovviamente salutato un anno che se ne è andato e accolto il nuovo che è iniziato. Qui viene riportata l’omelia offerta a Revò alla sera del 31 dicembre, quando, come da tradizione, hanno iniziato la loro coscrizione i giovani coscritti, questa volta del 2004. Ecco le parole del parroco:
“‘Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace’ (Nm 6,24-26). Questa antica e bella benedizione, tratta dal libro dei Numeri, chiude sempre per la Chiesa un anno che passa e saluta un nuovo anno che inizia.
Riceviamo questa benedizione che è ancora Natale, solennità tanto grande che, come la Pasqua, si protrae per ben otto giorni. E allora la chiusura di un anno e l’apertura di quello nuovo avviene davanti a un volto, quello di Gesù Bambino. E contemporaneamente anche davanti a un altro volto, quello della Madre. Il Natale si compie nella solennità di Maria Madre di Dio.
Le due solennità si legano nel brano di Vangelo proposto dalla Chiesa per questo giorno: ‘I pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia’ (Lc 2,16). La Madre è colei che offre il Principe della Pace e i pastori vanno di notte ad ammirare ciò che Dio ha fatto per noi. Ora, se Dio ha dato a noi il Figlio, che è Principe della Pace, vuol dire che Dio ha intenzioni di pace per tutto il genere umano.
Chiudiamo quest’anno triste per una guerra che è cominciata; chissà che possiamo concluderla il prossimo anno nella lode e nella benedizione per una guerra che è finita, per un ritorno, piano piano, alla verità e alla giustizia. L’umanità fatica a cambiare, anche davanti alla luce che il Bambino Gesù ha acceso per noi.
Ci sono però persone che ci aiutano, che ci guidano al cambiamento, che ci accompagnano verso quella luce. E oggi salutiamo nella preghiera il Papa Emerito, Benedetto XVI: la Chiesa, pur con tutti i suoi limiti, ha anche delle persone che cercano di indicare all’umanità una via di giustizia, di pace, di accoglienza, di benedizione. Non tutti e non sempre diamo il buon esempio, ma noi, figli e figlie della Chiesa, sappiamo di poter trovare quell’esempio.
Cerchiamo di vivere quest’anno in una fede più sincera, concreta. Ci sono di esortazione i nostri cari amici coscritti del 2004: come adulti ogni volta che vediamo i nostri ragazzi e ragazze dobbiamo sentirci spinti a una vita di fede più vera, perché, lo sappiamo, è inutile insegnare a parole, bisogna dare il buon esempio. Chiediamo che la Madre di Dio ottenga per tutti noi il perdono per quest’anno che si conclude e interceda perché ci sia donata benedizione nell’anno che viene e siano rafforzati i nostri propositi di bene.
Anche per l’intercessione del Papa Emerito che si incammina al Cielo e per l’intercessione dei tanti fratelli e sorelle che pregano nella prova, nella fatica, nella sofferenza, la nostra preghiera salga a Dio gradita insieme al nostro canto di lode e ci ottenga per l’anno nuovo pace e benedizione!”.













