
“Cari giovani, cari coscritti, care famiglie, cari amici, ecco una celebrazione davvero densa di significato, conclusione di un anno e inizio di un anno nuovo e occasione per riflettere sul mistero del tempo.
Abbiamo davanti agli occhi della mente questa sorta di griglia dello spazio e del tempo e siamo qui a pregare un Dio che è al di fuori dello spazio e del tempo e che è Signore dello spazio e del tempo. E che pure ha scelto di abitare i nostri spazi e i nostri tempi. Alla fine di un anno dobbiamo innanzitutto dire grazie al Signore, perché comunque è stato con noi anche quest’anno. Certi percorsi avremmo preferito evitarli, certi avremmo proprio dovuto evitarli, penso a tutte le fatiche e le sofferenze e le vergogne di questa umanità, soprattutto nell’uso assurdo di tanti beni che si trasformano in armi e morte e sofferenza… Signore, stai con noi anche quando perdiamo la bussola, anche quando ci comportiamo male!
Questo Dio, Signore del tempo e dello spazio, è il Dio che ha scelto di scendere e di venire a stare vicino a noi. Egli è chiamato l’Emmanuele, il Dio con noi, che sta con noi, che sta dalla nostra parte. Allora com’è importante sentire che la parola che ci è stata detta è una parola fondamentale ed è la parola ‘benedizione’. Sentiamoci benedetti, detti bene da Dio. Dio ci dice: tu sei un bene, la tua vita è un bene. E siccome sei un bene benedici a tua volta. È molto strano e triste come pratichiamo tutti e più o meno consapevolmente la maledizione: accidenti di qua, accidenti di là… e la benedizione ci pare che spetti solo ai preti… sei stato posto per benedizione, benedici a tua volta! Quante volte dovresti benedire! Hai un grande potere di benedizione e la benedizione è luce, vita e consapevolezza. E quando siamo con persone che benedicono e si sentono benedette noi sentiamo che c’è un’energia vitale; e invece se uno ha il cuore chiuso in una continua maledizione si sente tutta l’energia negativa. Davvero abbiamo un grande potere di benedire e il Padre buono ce l’ha dato. E oggi siamo qui come benedetti che benedicono a concludere un anno insieme ed aprirne uno nuovo nel segno della Madre.
Non possiamo sentirci benedetti se non ci sentiamo oggetto di amore materno: Dio, che è padre e madre, ha voluto darci un segno fisico di questo amore femminile, materno, consapevole, gratuito, continuo, inscalfibile, inarrestabile. Questo è l’amore materno di Dio, questo è l’amore della Madre. E con l’aiuto di questo amore noi iniziamo un anno nuovo. Ce ne danno testimonianza i nostri coscritti, che iniziano il loro anno e ci dicono: questo è un anno importante per noi, stateci vicino, aiutateci, pensateci, pregate con noi. È la vita che avanza, la vita che viene, è la benedizione che continua nel tempo. Come è importante essere consapevoli e grati di tutto questo! Liberiamo il cuore da tutto ciò che è passato: è inutile rimuginare sulle cose… ah, se avessi fatto, se avessi detto, se fosse andata diversamente… ci sono passaggi dell’esistenza che sembrano definitivi e per noi in qualche modo inaccettabili, ma è solo ritrovando la pace nel cuore che possiamo ripartire e credere che il Dio della vita alla fine avrà una parola di verità e misericordia per tutti e per tutto quello che ci è accaduto.
Non perdiamo la pace: Giuliana di Norwich, grande mistica, tutta arrovellata nei suoi pensieri cercava di capire cosa avrebbe dovuto fare della sua vita e a un certo punto Gesù le disse: Giuliana, non ho piacere che tu ti arrovelli così; vivi con gioia, vivi semplicemente, sappi solo che io ti ho preparato una grande e bella sorpresa! Da quel momento lei smise di pensare a cosa dovesse fare di qua e a come sarebbe potuto essere di là e cominciò a fare della sua vita una benedizione. Perché canta l’usignolo? Perché ha un canto nel cuore, non perché qualcuno stia a sentire; perché il fiore sboccia? Perché la sua forza vitale gli dice di donare tutto il suo profumo, che ci sia qualcuno che lo sente o meno; perché dobbiamo vivere la nostra vita? Perché sentiamo la forza che passa attraverso di noi.













