
La solennità dell’Assunzione a Cloz è particolarmente sentita, perché la Madonna Assunta è co-patrona della comunità. Così alla Messa solenne hanno partecipato i coscritti del 2007 e a loro padre Placido si è particolarmente rivolto, ma come sempre le sue parole valgono per tutti; ecco la sua omelia:
“Il primo messaggio che ci viene da questa festa è che ogni vita, per quanto possa essere misera, riceverà l’abbraccio che Elisabetta ha ricevuto da Maria. Questa festa ci rivela il nostro destino di cielo.
È anche il destino di voi ragazzi, i coscritti del 2007: oggi vediamo la vostra giovinezza e per il vostro essere qui oggi noi ringraziamo il Signore che vi ha dato la vita; al tempo stesso, però, nella verità della Parola non possiamo far finta che vi sia stata data una vita tutta in discesa, tutta facile, tutta semplice: siete già abbastanza adulti per aver affrontato le vostre battaglie. Allora, come comunità dei credenti, ma anche come comunità di tutti i cittadini, vogliamo dirvi che la vita presenta pagine faticose e pagine belle, nella vita, se vuoi vivere una vita piena, come ci ricorda la pagina dell’Apocalisse devi affrontare i tuoi draghi, devi affrontare le tue paure: non si dà la vita gratuitamente, ce lo insegna ogni vita che viene al mondo.
Ma riunendoci noi diciamo di avere fiducia nell’aiuto di Qualcuno che è più grande di noi per superare le nostre difficoltà. Questa donna vestita di sole genera il suo primogenito in una situazione di fatica; ma il Signore protegge lei e il bambino. Ecco il messaggio di oggi: noi non siamo qui a dirvi che sarà un mondo ricoperto di tappeti, ma che la fede può darvi un buon paio di scarpe per camminare. Nessuno, per quanto bene vi voglia, potrà risolvere tutti i problemi al posto vostro; ma oggi abbiamo la fiducia che, affidandoci alla Madre, con la vostra perseveranza, con la vostra pazienza farete cose belle.
Abbiate fiducia in questo progetto di Dio, perché è prima di Dio che vostro: Dio desidera per voi una vita piena, forte, ricca, bella. Noi ogni settimana veniamo qui per chiedere al Signore che ci aiuti prima di tutto a capire cosa vuole da noi e poi perché ci dia la forza per realizzarlo. Io vi dico molto onestamente che non so se vi vedremo sempre o spesso o non ci vedremo più a queste celebrazioni: la fede è un mistero personale e a un certo punto si decide di credere; voi siete già abbastanza grandi per poter prendere le vostre decisioni. E per voi questa festa è un passaggio, è un rito iniziatico: voi non siete più bambini e neanche più ragazzini, siete uomini e donne, con tutto quello che questo comporta. Questa festa vi dice che il vostro diventare donne e uomini non avviene nella solitudine o nell’indifferenza di Dio: Dio è vicino, Dio è presente; e la Madre è il segno di questa presenza.
Allora quello che vogliamo dirvi, augurandovi tutto il bene possibile, è di essere forti, generosi: vivete per ideali grandi! Questo mondo non ce la fa più, vive per il denaro che è in banca, per ottenere un altro metro di terreno su questa terra… il mondo non ce la fa più e comincia a dare segnali di sofferenza profonda. Dobbiamo stare attenti, perché il mondo è un essere vivente che ha delle capacità e delle potenzialità che noi neanche immaginiamo, perché è uscito dalle mani di Dio: dobbiamo smetterla di usare le cose come se fossero cose invece che vivere in armonia con fratelli e sorelle che hanno la nostra stessa dignità, come san Francesco ci ha insegnato.
Allora oggi in voi e nei vostri occhi vogliamo leggere un futuro migliore per l’umanità, migliore di quello che siamo stati noi, perché certe emergenze oggi sono più grandi: pensate solo alla pace o all’emergenza ecologica e anche all’emergenza demografica… lasciatemelo dire: siate generosi anche nel dare la vita; se Dio vi dona una storia d’amore vero, voi siate generosi, assomigliate a Dio che dà la vita, non rinchiudetevi! Oggi si sentono tanti discorsi di piccolo cabotaggio: il mio divertimento, la mia libertà, il mio tempo libero… certo che dare la vita è impegnativa, certo che ti lega, ma ti lega alla parte più nobile dell’esistenza. Quando hai compreso quale grande dono hai ricevuto non puoi avere un cuore egoista, quando ti senti amato è il tempo di essere generosi e non c’è generosità più grande che dare la vita e custodirla e amarla.
Care ragazze e cari ragazzi, grazie di essere qui, questa comunità è contenta che siate qui e sarebbe bello che usciste di qua con questa certezza nel cuore: da oggi con più determinazione e con più chiarezza e con più impegno nella vostra vita e con più generosità e con più forza vivete la vostra vita, sapendo che è una vita benedetta e accompagnata: non siete soli! Noi adulti a volte non siamo in grado di farvi sentire la nostra vicinanza, così anch’io come sacerdote e la Chiesa tutta… ma voi sappiate che per Dio siete preziosi e amati. Trovate voi il modo, ogni tanto, di ricorrere a questa sorgente di vita e di forza e di perdono e di benedizione: questo vi auguriamo e per questo preghiamo adesso insieme”.













