
Anche il 2021, come ogni anno, si è aperto nel segno della Madre, la Vergine Maria, e padre Placido, nelle Messe del 1° gennaio, ha riflettuto sul Mistero della maternità divina della Vergine a partire dall’immagine del presepe: “Maria, Giuseppe e il bimbo Gesù ci sono offerti nella grotta come luogo di contemplazione, e in questa santa famiglia è la vita che ci è offerta come luogo di contemplazione”.
Questa vita è proprio quella che ci è data da Maria, Madre di Dio: “La Madre porta e dona la vita, e non lo fa una volta sola per tutte, ma continua a donarla: essere viventi è attingere continuamente alle sorgenti della vita“. Solo questa vita continuamente donata è vita vera, “altrimenti è solo una strascico di cose fate e rifatte, senza senso; e questo purtroppo accade spesso, in famiglia, nella vita di coppia, e anche nella vita di fede”.
Tuttavia, contro questo trascinarsi nella vuota ripetizione di azioni, secondo il parroco abbiamo una difesa: proprio la Vergine Maria: “La Madre non accetta che trasciniamo le nostre esistenze: quale Madre sarebbe infatti contenta di vedere i propri figli che si adagiano in una non-vita?”.
La Madre dunque è pronta a tirarci fuori da questa non-vita, ma siamo noi poi a dover accettare questo aiuto, e per farlo bisogna mettere da parte l’orgoglio, atteggiamento che non possiamo proprio permetterci, e il motivo è nella domanda retorica che ha posto padre Placido: “Come possiamo non accettare di essere figli di una donna che persino Dio ha voluto come Madre? Come possiamo essere così presuntuosi?”.
Accogliere il dono della vita che ci fa la Madre è dunque l’impegno per il nuovo anno che inizia: “È un anno nuovo se decidi di rinascere! Il mondo va male perché è pieno di gente vecchia, che non significa anziana: sono persone vecchie, a qualsiasi età, quelle che sono senza gratitudine, senza stupore, senza contemplazione della vita, che a quel punto diventa solo dilatazione dell’ego”. Una vita come questa, ha affermato padre Placido, non è una vita vera: “Se continuiamo a dire ‘io io io’, questa non è più vita accolta! Serve il riconoscimento di un tu, ed è la Madre che stabilisce questa relazione: tu sei mio figlio, tu sei mia madre; solo così la vita può ripartire“.
Dalla relazione, dunque, bisogna ripartire perché il 2021 sia un tempo buono: “Solo in questo dialogo, che dall’io ci fa passare al noi, quello che inizia sarà un anno migliore”. A questo punto infatti padre Placido ha voluto smentire certe narrazioni che vorrebbero il 2021 come anno buono perché, si dice, sconfiggeremo definitivamente il Covid: “Non dobbiamo pensare che, tolto di mezzo il Coronavirus, tutto sia a posto, perché il virus peggiore non è il Covid! Muore purtroppo molta più gente per il virus dell’egoismo, per il virus dell’avidità! Pensiamo a quelle nazioni che dicono: prima noi, e agli altri quello che avanza, se avanza!”.
Dall’avidità e dall’egoismo, se dunque ci si riflette, discende la morte; il nostro Dio, attraverso la Madre, si dimostra invece il Signore della vita: “Siamo fratelli e sorelle, perché la Madre non ha figli privilegiati, e addirittura la sua maternità si estende anche oltre la comunità degli esseri umani: negli occhi della Madre ogni creatura ha la propria dignità, e il peggio che possiamo fare è rompere l’armonia del Creato“.
Questo rischio, purtroppo, per la specie umana, unica che volendolo può distruggere l’intero pianeta, è incombente; è allora ancora una volta alla Vergine Maria che possiamo – dobbiamo – rivolgerci: “Oggi, che è anche la Giornata Mondiale della Pace, la Chiesa – ha detto il parroco – prega la Madre perché ci sia data la pace, e la liturgia non a caso ci ricorda che i pastori restarono stupiti di fronte alla piccola grande famiglia di Nazareth: è in Maria, Giuseppe e il bimbo Gesù nella grotta che quei pastori trovarono il senso del cammino, incontrarono la pace, e poterono così ripartire pieni di gioia“.
Di qui l’augurio finale di padre Placido: “Che sia un anno buono dipende da noi! Auguriamolo a noi stessi e impegniamoci a fare di tutto perché sia un anno buono! Chiediamo alla Madre che per tutti sia un anno buono nel Signore!”.













