
“Ci prendiamo un po’ di riposo affidandoci alla Parola del Signore, partendo dall’esordio del Vangelo: in quel tempo – e quindi anche in questo tempo, oggi – Gesù parla ai suoi apostoli, che non sono più solo discepoli: il discepolo, etimologicamente, è colui che impara, mentre l’apostolo è colui che è inviato, perché ciò che impari non è per te, affinché tu dica: guarda che bravo cristiano sono diventato! No! Ciò che impari serve perché un attimo dopo il Cristo possa dirti: non sei più solo discepolo, sei apostolo, perciò va’ e annuncia quello che hai imparato. Ogni cosa che apprendiamo non è per la nostra vanità o per poter dire di essere cresciuti nei meriti: se non diventiamo missionari e apostoli di quello che impariamo a cosa ci è servito aver incontrato il Cristo? Tutto finisce con noi. E così non dev’essere.
Dunque il Cristo dice agli apostoli: non abbiate paura. Dovremmo dircelo mattina e sera, dovremmo lasciarcelo dire dal Cristo. Questo mondo fa atrocità perché ha paura, la gente ha paura che non basti mai quello che ha, ha paura di non avere mai abbastanza ricchezza e denaro e terra e possedimenti, questa gente non ha imparato all’asilo che se una cosa è del tuo fratello tu non puoi prendertela, se tuo fratello ha la Groenlandia significa che la Groenlandia non è tua… non l’hai imparato all’asilo? Non abbiate paura! Ci sono paure ancestrali, che vengono dal nostro albero genealogico, ci vengono dal passato: una volta qui avevano paura di non mettere insieme il pranzo con la cena e non sono passati poi molti anni; ora invece mangiamo pure troppo: cos’è allora questa paura di non averne mai abbastanza? Guarisci queste tue paure! C’è poi la paura del futuro, paura per le persone che amiamo, paura per tutto… non abbiate paura!
Come è caro e dolce Gesù, come è caro e dolce sentire che ci affidiamo a qualcuno di più grande di noi. Qui e ora sei con il Signore, siamo nella sua casa e il Maestro ci parla. E ci dice: non abbiate paura degli uomini. Non si tratta di disprezzare gli altri, perché anche quando si comportano male le persone vanno rispettate, il nemico va rispettato perché ti insegna sempre qualcosa. Però non devi averne paura, perché – dice il Cristo – tutto sarà manifesto. È un problema per te che tutto si manifesti? È un problema che tu un giorno sia conosciuto come sei? San Massimiliano Kolbe diceva che era l’Immacolata che attraverso di lui aveva dipinto i suoi quadri e un giorno tutti si sarebbero accorti che lui non era il pennello, bensì era solo una scopa… un giorno si vedrà tutta la tua incapacità e questo diventerà lode di Dio, perché quel poco o tanto di bene che avremo fatto l’avremo fatto da incapaci, da poveretti. Questa è la nostra gloria, non altro.
Piuttosto Gesù dice: abbi paura di chi può far morire il corpo e l’anima nella Geenna. La Geenna era una valle ai lati di Gerusalemme dove si gettavano le immondizie e si bruciavano e si facevano anche le esecuzioni capitali; lo stesso ci sarebbe stato poi anche ad Assisi: il colle dell’inferno, proprio dove oggi sorge la basilica di San Francesco e dove riposa il suo corpo; quel colle ora si chiama colle del Paradiso. Sei stato mandato nel mondo perché un pezzettino d’inferno diventi un pezzettino di paradiso; e possiamo farcela. Come? Abbiate paura di chi può mandare all’inferno… chi è? Satana? Sì, però diceva San Francesco che alla fine quello è un servo del buon Dio… allora chi ha questo potere? Tu questo potere di portare all’inferno lo vedi quando ti alzi ogni mattina e ti guardi allo specchio: vogliamo vivere con i criteri del mondo, di questi forti che dicono di sistemare il mondo? Come vuoi vivere? Vuoi vivere invece con la dolce legge del Cristo? Allora comincia a voler bene, comincia a godere del bene, comincia a fare del bene. È una tua scelta. Infatti spesso le paure, le scelte sbagliate, partono dalla mente: la mente mente; Padre Pio la definiva ‘la pazza di casa’. Se non illumini la mente con il cuore, allora la mente ti fa smarrire la strada.
Gesù dice ancora un’altra cosa: ‘Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cade a terra senza che il Padre vostro lo voglia’. Non si muove e non cade foglia che Dio non voglia. Ma attenzione a non dare interpretazioni strane: Dio non è lì col fucile ad ammazzare i passeri, non è lì a tirare giù le foglie, Dio non ci fa del male. Il testo greco dice: ‘Neppure un passero cade in assenza del Padre vostro’. Vuol dire che il Padre è presente. È presente sempre. Dietro certe croci, dietro certe fatiche. Non chiediamoci: perché Dio ha fatto questo? Dio non ha fatto questo. Piuttosto sappi che era presente, è presente, ti aiuta, ti sostiene.
Dio è presente e insieme rispetta la nostra libertà e addirittura i tuoi capelli, che cadono senza che nemmeno tu te ne accorga, Dio li ha contati. Dio tiene conto anche delle cose più insignificanti. Fermiamoci qui e a questo Dio affidiamo alla nostra giornata e tutti noi stessi”.













