“La fede cristiana passa per l’umiliazione del pane e del vino consacrati”

Che significato ha la solennità del Corpus Domini? Padre Placido la scorsa domenica ha riportato la festa alla concretezza di ciascuno, spiegando che la festa del Corpo di Cristo ha conseguenze estremamente pratiche nella vita del cristiano. Ecco le sue parole:

“Ecco la preziosa via del pane! I cristiani hanno come via la via del pane, la via del corpo e sangue del Signore. Una via estremamente concreta: abbiamo una festa del corpo, non una festa dell’anima, perché impariamo che la nostra fede è estremamente concreta.
La prima lettura ci invita a ricordarci di fare memoria e l’Eucarestia è chiamata memoriale. Di cosa dobbiamo ricordarci? Dobbiamo ricordarci che siamo qui perché abbiamo fatto un cammino, che siamo qui perché abbiamo sperimentato i nostri limiti. Ricordati di tutto il cammino che il Signore ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni, che per la Bibbia è un numero simbolico, indica tutta una generazione, un tempo che ti ha portato qui dove sei adesso. Ricordati non è stato un cammino spensierato, è stato un cammino nel deserto, un cammino di umiliazione. E non c’è niente di vergognoso nell’essere umiliato: vuol dire tornare alla terra, all’humus. Smettila di agitarti, di preoccuparti di non essere abbastanza grande, di aver paura che gli altri non abbiano capito chi sei! Sei terra, stai sereno.
Come è bello questo cammino che ci riporta dolcemente a noi stessi, alla verità di noi stessi. Come fai infatti ad accettare di essere terra? Se credi che Dio può diventare un pezzo di pane, perché fai tanta fatica a credere che tu sei un po’ di terra? Dio può diventare pane e noi non possiamo accettare di essere poca cosa? Ma questa poca cosa Dio l’ha benedetta e consacrata e amata e salvata e redenta e santificata. Perché tu sei prezioso gli occhi di Dio, come quel poco pane che Dio benedice e consacra e santifica e rende addirittura il suo corpo e il suo sangue. Ma se non accetti la via del pane e non accetti neanche la via che ti porta a te stesso, come puoi credere questo? La via del pane ti porta alla verità del Cristo, la via dell’umiltà ti porta alla verità di te stesso e della tua stessa via.
Allora quella di oggi è una festa importante, ma non per una devozione vuota: io mi faccio la mia Messa, vado alla mia Messa e poi che gli altri si arrangino… Sant’Agostino dice: quando dici ‘amen’ di fronte al sacerdote che ti dice ‘il corpo di Cristo’, guardati attorno, perché quei fratelli e quelle sorelle sono corpo di Cristo anche loro. Devi dire ‘amen’ anche di fronte a loro, perché la via del pane non è la via del mio pane, bensì la via di un pane condiviso: che senso ha che ti dici devoto dell’Eucaristia e poi esci e non riconosci il corpo del Signore nel povero e nell’ammalato e in chi ha bisogno e nello straniero? Quanto ci sentiamo buoni devoti dell’Eucaristia e contemporaneamente quanta fatica facciamo a dire che quello è il corpo del Signore!
Che bella questa via! Non diamola per scontata: l’altro giorno è uscito il nuovo documento del Vescovo sui cosiddetti ‘Fuochi eucaristici’ in cui si danno delle indicazioni molto chiare su cosa ci aspetta nei prossimi anni… non date per scontato che ci sarà qui la via del pane, non diamolo per scontato, leggete quel documento, andate a vedere cosa dice. Questo ve lo dico solo perché sappiamo essere grati oggi qui, perché la via del pane è tra le nostre case, possiamo facilmente accedervi e anche smascherare una certa presunzione di alcuni cristiani che dicono che la Messa mica serve, che la fede è un’altra cosa… amico, io ti rispetto e può essere che la tua fede sia un’altra cosa, ma la fede cristiana passa per l’umiliazione del pane e del vino consacrati, perché il Cristo è morto sulla croce affinché tu la domenica possa venire a ricevere il suo corpo e il suo sangue! E scusa se è poco!
Come ci richiama la via del pane e quanto è anche carica di promesse: chi mangia la mia carne ha la vita eterna. ‘Ha’, non ‘avrà’. Amici cari, nella vita eterna non ci entreremo, bensì ci resteremo. Il problema è proprio che dobbiamo entrarci qui, mangiando il pane, accettando questo dono, che non è il biscottino che si dà ai bambini buoni: facciamola finita, perché è ovvio che di fronte ai bambini di Prima Comunione che hanno ricevuto l’Eucarestia ci sentiamo tutti in difficoltà… chi può essere degno come loro? Ma noi poveracci, noi che abbiamo camminato, a noi serve il pane del cammino; non ci danno il biscottino, ci danno pane e ci danno vino per sostenere la fatica del cammino cristiano. E chi non si accorge che oggi essere cristiani è molto faticoso non ha capito niente del cristianesimo! Se sei cristiano così, cantando trallallero trallallà, allora probabilmente non sei un cristiano, perché oggi è davvero difficile essere cristiani. Ma non dobbiamo spaventarci, perché c’è la via del pane.
Ci fermiamo qui e ringraziamo il Signore, perché qui tra poco ci sarà aperta la via del pane, qui c’è l’accesso al mistero del corpo e sangue del Signore. In un attimo di silenzio facciamo confluire qui il nostro grazie e la nostra benedizione e le nostre richieste di perdono, certi che la via del pane non ci delude”.