“Essere cristiani è accettare il mandato di Gesù”

Nella Undicesima Domenica del Tempo Ordinario nell’Unità Pastorale si è celebrato un Battesimo e contemporaneamente si sono presentati alcuni bambini che presto verranno battezzati; su questo si è concentrato padre Placido nell’omelia, anche alla luce del Vangelo dell’invio degli apostoli. Ecco le parole del parroco:

“Tutta la nostra celebrazione oggi, con questo Battesimo che vi celebriamo, diventa la spiegazione della Parola, diventa illustrazione di chi siamo. Sono qui presenti anche i genitori di altri quattro bimbi che saranno battezzati prossimamente e già questo è la risposta alla Parola che abbiamo ascoltato: essere consapevoli di essere cristiani è accettare il mandato di Gesù: vedendo che la gente aveva bisogno, Gesù inviò delle persone e da quel momento i discepoli, cioè coloro che imparano, diventano apostoli, cioè degli inviati. Hai imparato? Adesso vai e porta il bene che hai imparato. Sono così anche questi genitori: le nostre famiglie hanno imparato nelle loro famiglie a voler bene e questo è essenziale; ma permettetemi di aggiungere: non solo a voler bene, ma anche a volersi bene e questo è altrettanto importante, perché alle volte noi cristiani su questo siamo un po’ vacillanti, mentre il Signore ci chiede di volerci bene.

La fede non è un darsi addosso; la fede è accorgersi che ci sono dentro di noi delle forze che vanno contro il nostro bene e cercare di metterle da parte. Tra poco rinnoveremo le promesse battesimali e ci verrà chiesto: rinunciate al male? Rinunciare al male e scegliere la parte migliore, ciò che tu sei in verità, essere esseri spirituali che stanno facendo un’esperienza nel bene. Non dimenticare mai che sei un essere spirituale.

Allora oggi portiamo questi bimbi in chiesa come l’espressione più alta della nostra bellezza e della nostra umanità: ‘Lasciate che i bambini vengano a me’ dice Gesù; non chiede i grandi, non chiede i bulli di questo mondo; lasciate che vengano i bambini, perché con loro Gesù si capisce. E infatti aggiunge: ‘Se non diventerete come i bambini non entrerete’; noi li vediamo i bambini: la loro fiducia, il loro fidarsi, la loro spontaneità, quando ancora non hanno messo le maschere che poi tutti ci mettiamo entrando in ruoli diversi. Questa è l’umiltà che è appena uscita dalle mani di Dio e quindi è autentica e sincera e spontanea e simpatica: i bambini fanno un sacco ridere!

Allora tutto questo facciamo oggi presentando a Dio questo bambino e tutti i bambini che verranno battezzati. Con il Battesimo iniziano un cammino che li fa diventare cristiani; e attenzione: i cristiani non diventano soldatini, casomai diventano guerrieri, che è una cosa molto diversa, perché il soldato fa quello che dicono i superiori, mentre il guerriero agisce in base alla sua coscienza e ai suoi valori e non lo fa perché è pagato.

Ve lo dico perché, volenti o nolenti, i nostri bambini dovranno fare i conti col male e con le situazioni difficili. Noi vogliamo che siano forti, perché non potremo esserci sempre noi a indicare loro i problemi. E questa è la nostra fiducia in Dio, ma anche in noi, che dobbiamo generare figli che poi piano piano siano consapevoli del loro valore e comincino a capire cosa della vita è importante e per questo ci vuole un ruolo educativo. Noi dobbiamo accompagnarli e li accompagniamo al Cristo”.